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18 febbraio 2009

Soru si è dato la zappa ai piedi

Il motivo di fondo dietro la pesante sconfitta di Soru deriva da una contraddizione che non è riuscito a superare. Ha impostato la sua campagna elettorale e la sua azione di governo sul principio che "i non-sardi non devono decidere sui sardi". A metà tra una voglia di ribadire l'autonomia e un semplice modo di far opposizione dalle Regioni al Governo nazionale di centrodestra. Tuttavia questo principio non vale solo per i rapporti esterni, ma anche per i rapporti interni. Soru, con la sua politica accentratrice ha avvilito innanzitutto la propria base elettorale, quella del PD (meglio: dei DS, considerando l'affermazione dei partiti di centro, centro-destra che hanno fatto da rifugio per i vecchi popolari delusi), umiliandola spesso in pubblico. Si è poi beato dell'immagine da santerello fatta girare nei salotti buoni della sinistra veltroniana, quella convinta che si può vincere a furia di endorsement dei cantanti, attori, show-girls e scrittori. Come se l'Italia (e la Sardegna) fosse l'America. Per questo non ha esitato a farsi appoggiare da Paolo Fresu, Marcello Fois e Flavio Soriga. Candidando poi Elena Ledda e Piero Marras, le voci folk più note della nostra terra.

In tutto questo, nello scontro titanico sulla legge urbanistica e le conseguenze del Piano Paesaggistico Regionale, un piano che non ha assolutamente bloccato alcuna invasione di cemento, come favoleggiato dalla stampa di sinistra che etero-dirige i Ds (cito D'Alema, sempre molto critico con questo modo di fare), ma ha semplicemente avocato alla Giunta il potere discrezionale di stipulare intese di programma coi privati, che altri anni avremmo chiamato deroghe, Soru dicevamo, ha umiliato i comuni, i territori, i singoli cittadini che avevano fatto affidamento sul loro sindaco, per poter aggiustare anche una casa nell'agro.

Insomma, non ha capito che il principio "i non sardi non devono decidere sui sardi", vale anche all'interno e forse maggiormente: "i sardi non possono decidere su degli altri sardi". Ed è quello che Soru ha provato a fare, mettendosi alla guida di un non meglio identificato movimento di sinistra-pseudo-sardista che è stato bocciato dagli elettori (che al contrario hanno premiato la scelta del Psd'Az di andare con Cappellacci).

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tag: elezionisardegnasoru
permalink inviato da watergate | commenti 2 | Versione per la stampa stampa
12 gennaio 2009

Ajò Conchita

AL prossimo articolo dell'Unità su Renato Soru vado correndo a Roma, dove è sepolto Gramsci, e ci butto sopra dell'acqua santa. Mi perdonerà per il gesto, ma urge riconsacrare la persona.
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